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Piazza de Zardo 1, Sanfrè (CN)

La Storia di Sanfrè

Sanfrè è un comune di poco più di 3000 abitanti, ai margini del Roero, del quale si hanno notizie già nel XI secolo sotto il nome di Castrum Sifridi o Sigifridi: inizialmente terra dei De Brayda e poi feudo degli Isnardi.

Ai margini dell’antica Silva popularis, Sanfrè fu oggetto d’interesse già in epoca romana, specialmente per quanto riguarda le aree di pianura dove passava, ieri come oggi, la strada che da Pollenzo porta a Torino.

In età mediovale, l’abitato sorto intorno alla chiesa della Trinità (frazione Martini), ora isolata, si accresce a lato della chiesa di S.Maria. Nel 1098 (come riportano le fonti) il territorio viene ceduto da Umberto II di Savoia al vescovo d’Asti, dal quale, per infeudamento, ai Signori di Manzano e Sommariva Perno.

Nasce l’Austisio

La formazione dell’Austisio, l’alleanza di Comuni (sostanzialmente riconducibili all’attuale Roero) che si oppone al Comune di Asti, registra, nel 1203 l’adesione di un Enrico di Santo Stefano per la sua parte del castello di Sanfrè.

Pochi anni dopo, i signori di Manzano si sottomettono per la loro parte ai Marchesi di Saluzzo. I De Brayda, vassalli del vescovo d’Asti, posseggono la parte restante del feudo.

In quegli anni viene lentamente abbandonato il vecchio insediamento (la chiesa della Trinità frazione Martini), a favore dell’area a margine della pianura, dominata da un castello di nuova costruzione.
L’interesse del Comune astigiano per l’area braidese si manifesta con forza nel 1228, quando i De Brayda sono costretti a vendere ad Asti i loro feudi in Bra e Sanfrè.

L’ascesa dei Conti Isnardi

Gli Isnardi entrano nella storia di Sanfrè nel 1284, quando ricevono l’intero feudo da Galeazzo Visconti.

Nell’ultimo quarto del ‘300, i Roero, presenti in molti feudi della zona, emergono anche in Sanfrè dove, per acquisto giungono a possedere un quarto del feudo che, nel 1405, perviene alla linea con Monticello d’Alba.

Nel 1570, dopo un lungo periodo in cui le quote del feudo sono inalterate, Lelio Roero, per far fronte alle grandi spese derivatagli da una causa di successione, vende ai Conti Isnardi la sua parte di Sanfrè. Per loro inizia una stagione di nuove fortune; quasi nello stesso periodo infatti, acquisiscono una parte di Montaldo e il feudo di Montà. Inoltre, in Sanfrè, oltre l’intero feudo, dispongono di un cospicuo patrimonio fondiario.

Il tramonto del Feudo

La morte senza figli nel 1770 di Angelo Carlo Francesco Isnardi porta alla spartizione del feudo tra i De Souza e i De Silva Tarouka; l’opposizione legale di Teodoro Roero di Guarene, che avanza diritti di successione, porta ad una lunga vicenda giudiziaria che finirà per dar torto ai Roero.

L’origine del suo nome non è chiara: alcuni la fanno risalire al nome di Sant’Iffredo qui martirizzato dai Saraceni, secondo altri invece è un semplice riferimento al clima fresco di questa terra circondata dai boschi tra collina e pianura.

Possedeva anticamente due castelli, il nuovo e il vecchio. Il primo di essi era di Bonifacio di Braida. Nel 1320 ne acquistarono parte di giurisdizione gli Asinari e i Rotario, e successivamente un Ambrogio Poggio, dottore in legge.

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